Il prestampato

20 novembre 2010 § Lascia un commento

Armin, il tuttofare filippino del centro sportivo I Platani*, è tornato ieri da Palauig, nella regione di Luzon. Il suo paese. Era raffreddato, nelle Filippine pioveva, come qui, ma la pioggia è calda in questo periodo nelle isole, dice. Lo sbalzo di temperatura lo ha fatto raffreddare. A parte questo Armin ci ha raccontato una storia curiosa. Sostiene di aver incontrato a Palauig – proprio nel suo paese – Pasquale Ruotolo (non a Manila, dove pure comunque non è che sarebbe stato “normale”), che oltre ad essere un assiduo frequentatore del circolo sportivo, è anche il portaborse di Tonino Laporta, senatore nelle fila del Pdl (ex gruppo misto). Durante il suo soggiorno Ruotolo ha chiesto ad Armin di fargli “più copie possibile” di quello che chiamava il prestampato. Armin una copia l’ha conservata, voleva farsi spiegare che c’era scritto. Noi la riproduciamo in esclusiva qui.

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Cioranerie 3

18 settembre 2010 § Lascia un commento

La poubelle agréée. L’AMA, o il Comune, o tutti e due, o chi altro mi obbliga [nel senso proprio di “o questo o l’immondizia la lasci negli angoli, ché leviamo i cassonetti, ci sono i ‘punti mobili di raccolta’, vai a portare la spazzatura a loro’ – a quando il primo caso di anziana donna sola trovata morta nel proprio appartamento dopo che i vicini si lamentavano della puzza e hanno chiamato il figlio che ha aperto la porta e ha visto un mucchio di immondizia e ha detto “ah, bene, non è andata a buttare la spazzatura” e poi sotto il mucchio ha trovato la vecchia morta?] mi obbliga, dicevo, a fare la raccolta differenziata dei rifiuti. Carta | Vetro, plastica, metallo | Materiali non riciclabili | Rifiuti organici. Come posso non pensare alla morte e a quello che (non) verrà dopo (?) se devo fermarmi a riflettere sul posto che occupa un cotton fioc usato, ogni cotton fioc usato?
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Grammar Nazi. Un mendicante chiede “Una moneta da mangiare”. Pensare “O ci metti una virgola o cambi la preposizione”.

Banfi, Bondi, Bart

4 giugno 2010 § Lascia un commento

Col Governo del “Non sono stato io” c’è da rimanere sempre sorpresi quando qualcuno si prende la briga di assumersi la responsabilità di qualcosa.
Per dire, due giorni fa era il due giugno, c’era la parata, a Roma. La parata militare, quella che manda in visibilio i vecchi, i nostalgici e qualche bambino di età compresa tra i cinque e sette anni: quella lì. Insomma, c’erano i carri armati che sfilavano, i cavalli che trottavano, quelli della Protezione Civile che salutavano e all’improvviso uno ha detto: “Fermi tutti! Fermi! Fermate il carroccio! Posate le alabarde! Maroni dove sta? Non l’ha chiamato nessuno? Possibile? Non gli avete lasciato nemmeno un post-it sulla scrivania? Gli facciamo uno squillo adesso?”
Ecco, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni s’è perso la parata del due giugno. Qualcuno gli ha chiesto: “Com’è?” e lui gli ha detto: “Sei stupido? Sono tipo dieci anni che non ci vado! Per favore, lasciami in pace che inizia una replica di Nebbie e Delitti“.

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Rasentare la satira

29 maggio 2010 § Lascia un commento

[…] Dato che l’intervistatore generalmente è uno specialista dell’intervista più che dell’autore in questione, la macchina funziona spesso secondo alcuni riflessi, cioè dei cliché intercambiabili, stock di domande tipo rispetto alle quali si è rapidamente costituito uno stock simmetrico di risposte tipo che riducono drasticamente l’imprevisto. In materia di finzione, la questione regina è: “Questo libro è autobiografico?”, e la risposta regina: “Sì e no” (Barthes per Fragments d’un discours amoureux: “Sono io e non sono io”; Mauriac per Yves Frontenac: “Allo stesso tempo io e non io”; Sollers per Portrait d’un jouer: “Sì e no: è Philippe Sollers se fosse un personaggio di un romanzo”; più contorto, Truman Capote – e qui abbrevio: “I miei libri più autobiorafici non sono quelli che si pensa, ecc.”). Altra domanda-cliché: “Ci sono delle chiavi?”; risposta-cliché: “Nessuna chiave: ci sono certamente dei modelli ma li ho confusi”. “Ha subito l’influenza di X?” – “Assolutamente no, non l’ho mai letto”; o più perversamente, secondo la tecnica del controfuoco: “No, non di X, ma di Y, al quale nessuno ha mai pensato”. “Il suo libro opera o illustra un ritorno a… (a Balzac, al racconto, alla psicologia, alla tradizione francese classica, a Kant, a Descartes, a Plotino…)?” – “Sì e no, la Storia avanza a spirale”. “Scrivere questo libro l’ha cambiata?” – “Sì e no, si cambia mai veramente?” (Simone de Beauvoir, per Le Deuxième Sexe, risponde semplicemente no, risposta ingannevole). Alla domanda: “Ha impiegato molto tempo a scriverlo?”, due buone risposte: “Sì, cancello in continuazione”, e “L’ho scritto molto rapidamente dopo averlo a lungo portato con me”. “Qual è il suo personaggio preferito?” – “Tal dei tali, perché è quello che mi assomiglia meno”. Ma la domanda più produttiva, nelle interviste ai romanzieri, perché è quella che non si presta a risposte del tipo , no, o sì e no, consiste nell’esigere dall’autore che spieghi (come se non l’avesse, il più delle volte, già fatto troppo) il comportamento dei suoi personaggi. Molto rari quelli che, come Faulkner, hanno la fermezza di sottrarvisi.  La maggior parte, trasfigurati dall’urgenza, si lanciano in tentativi di motivazione saltando di palo in frasca e rifacendosi alla psicologia più triviale, con grande gioia del pubblico convinto di stare per penetrare negli arcani della creazione. E’ il gran momento, il culmine della serata […].


— Gérard Genette, Soglie. I dintorni del testo

And that’s what you missed

20 maggio 2010 § Lascia un commento

Un breve riassunto di quello che ci è capitato durante questi mesi settimane giorni di parziale inattività del blog.

Mentre gb spendeva sei euro e ottanta per inviare sette pezzi di carta via fax, ludmilla ha deciso di prendersi un e-book reader. E’ andata nel negiozio di elettronica più vicino a casa sua, ha chiesto al commesso e lui ha risposto: “Cos’è un e-book reader?”. Si è detta che ne comprerà uno più o in là, magari su ibs.it. Si è immaginata il pacco con dentro l’attrezzo e un coupon per cinque eruo di sconto se ne spendi almeno cinquanta – in e-book.

Nel frattempo, lia ha pensato che fosse una buona idea rimettersi a parlare con una sua vecchia fiamma.
Non lo era.
mt ha trovato un cinema chiuso un paio di volte e questo l’ha depresso più del solito. Poi è iniziato a piovere ed è rimasto sempre a casa, a vedere film di Alfred Hitchcock e a sviluppare una dipendeza dal Gran Soleil al cioccolato. In quegli stessi giorni gb ha finito di leggere il Corsaro Nero, che languiva sul suo comodino da un mese.
ludmilla ha visto in tv gli spot per la giornata del libro con Saviano e Benedetta Parodi e ha pensato che questo fatto da solo basterebbe a mettere la parola fine a tutte le discussioni, mentre lia prendeva in simpatia i cinesi, che, a suo dire, stanno distruggendo la nostra economia offrendoci la possibilità di fare quello che in anni di democrazia e liberismo siamo stati educati a fare: acquistare un sacco di roba a due soldi.
Nel frattempo, mt usciva dal letargo. Una donna bioda, elegante, che non aveva mai visto prima, ha bussato alla sua porta e l’ha messo a parte di un terribile segreto prima di morire con un coltello conficcato nella schiena. Lui voleva che venisse fuori la verità, ma è stato accusato dell’omicidio della donna e si è visto costretto a fuggire. Per qualche strano caso del destino, gb l’ha incontrato al British Museum.
ludmilla ha visto quell’episodio dei Simpson [forse vede troppa televisione] in cui il signor Burns compra tutti i mezzi d’informazione di Springfield tranne il giornalino di Lisa, che prima di desistere dà seguito a tutta una serie di altri giornalini indipendenti. Homer commenta che in quel modo invece di un gigantesco gruppo che controlla il 90% dei media ci stanno centinaia di svitati che stampano le loro inutili opinioni [più o meno. La citazione corretta è: “See Lisa, instead of one big-shot controlling all the media, now there’s a thousand freaks xeroxing their worthless opinions”]. Ha pensato alle piccole e medie case editrici italiane, ma, davvero, non voleva. E’ stato più forte di lei.

Un coupon per uno stupro gratis

2 maggio 2010 § 1 Commento

Un losco figuro nei pressi dell’università ti si avvicina e ti dà – borbottando: “Non è il solito foglietto” – questo:

Scopri che gli studi di genere e il lavoro delle femministe sono finalmente serviti a qualcosa: la scusa per adescare  giovani studentesse represse.
[Il numero di telefono è oscurato perché non ero certa che nessuno avrebbe chiamato. Il cognome del tizio è oscurato per gioco – io dico che è Vittorio Messori, voi?]

Disagi e bivacchi

18 aprile 2010 § 1 Commento

“Toccami, Ciccio, ché mamma non c’è!” vs “Mamma! Ciccio mi tocca!”
[la Repubblica, 18 aprile 2010]

Gomorra è uscito negli Oscar. Solo dieci euro. 
Magari è la volta che lo leggo.

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