Uncle Tom

23 marzo 2011 § 2 commenti

Un brutto post su Di Benedetto, Bender, la nazionale italiana e le partite di calciotto dove gioco io, scritto per gli amici di inutile, al quale nemmanco lo propongo, ma se vogliono sta qua e in effetti è loro.

Lunedì prossimo, il 28 marzo, l’AS Roma sarà ceduta ai nuovi proprietari ammerigani, in particolare il rubizzo zio Tom Di Benedetto planerà in Roma per apporre le agognate firme. Molteplici le reazioni der mondo de politica-pallone-eccetera. I tifosi — che all’insensata notizia di un interessamento da parte della casa reale di Abu Dhabi (sic!) si erano travestiti da sceicchi (ri-sic e vedi sopra) (ma c’è una casa reale ad Abu Dhabi, o mi confondo io?) « Leggi il seguito di questo articolo »

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giunte le nozze dell’agnello

16 dicembre 2010 § 1 Commento

[un racconto di natale dedicato a gb, che oggi si laurea]
Dovevate vedermi, con gli avambracci legati alla sbarra orizzontale, i pioli di ferro infissi tra palmi e polsi. Sudavo sangue come un porco, perché prima di condurmi quassù mi avevano per dispetto fatto passare in mezzo a un roveto, e così avevo la fronte graffiata dalle spine, come una corona di ferite. Dovevate vedermi: il perizoma che cingeva le maniglie dell’amore, che tanto avevano contribuito alla nascita della mia leggenda (anche le donne di Gerusalemme dicevano che copulavo come un nume), mi era stato tolto per mettermi, in piena corsa, un pannolino da incontinenti, perché io, appeso sulla croce da ormai quattro ore, mi continuavo a cagare addosso, e la merda, un po’ liquida, scivolando giù dallo sfintere e dalle cosce, sgocciolava sulle teste dei legionari facendoli incazzare, facendoli vibrare impietose cartelle sulle mie rotule. Ma magari si fossero incazzati per benino. Magari mi avessero inferto una spadata o un colpo di lancia e ciao, finita. L’avrebbero fatto più tardi, a freddo, e senza esiti mortali, come potete intuire, perché invece che al cuore mi venne aperta una spaccatura superficiale tra le prima e la seconda costola. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il fruscio dell’essenziale

13 dicembre 2010 § Lascia un commento

Un modo molto confidenziale di visitare una fiera del libro. O in altri termini la trascrizione meccanica delle osservazioni di Lucio Bondì, Giacomo Buratti e Federico di Vita al Palazzo dei Congressi dell’Eur. Dove dal 4 all’8 dicembre c’è stata Più Libri Più Liberi 2010. La registrazione è stata fatta per prendere appunti per una cosa che forse non scriverò mai, ma niente – niente – toglierà dalla testa di Lucio Bondì che il mio intento fosse quello di buttare giù un fantomatico “articolo”, e quindi come appunti-conservati-dove-non-si-dovrebbe e come “articolo” riportiamo l’esclusiva conversazione qui, in esclusiva (confidenziale) solo su la Collana della Regina.

[ps. Come siamo potuti uscire senza subire neppure un tentativo di aggressione, neppure un ceffone, è da oggi ufficialmente considerato il quarto mistero di Fatima].

FEDERICO DI VITA: Siamo qui a Plpl 2010, allora be’, partiamo. Vogliamo dire cosa ci aspettiamo da questo guazzabuglio, così, prima di visitarlo per l’ennesima volta?
LUCIO BONDI’: Be’, intanto che ci sono quattro tipi di editori, una nicchia del 5% che sono quelli che fanno dei libri normali che potrebbero interessare a qualcuno, poi un circa 50% sono editori di esoterismo, per esempio “Curarsi con le essenze di maggiorana”, oppure “Il potere segreto delle tue mani” e cose simili. Adesso poi le cercheremo e le appunteremo. Terza categoria un tizio pseudo intellettuale sui 33-35 che ti spiega che lui ha fondato una casa editrice, la casa editrice ha pubblicato il suo libro, che parla di un giovane che cerca lavoro in questa Italia e intanto si innamora e poi però si lasciano. Di questo chiaramente non gliene frega niente a nessuno. Il quarto tipo sono editori iper-specializzati che hanno una collana di 140 titoli su come far crescere le piante officinali in un ambiente chiuso. Oppure su tutte le meraviglie della costiera di fronte a Savona, 240 titoli. E cose simili. « Leggi il seguito di questo articolo »

Stupro?*

7 dicembre 2010 § 6 commenti

Per ben due giorni lo staff della Collana della Regina ha vagato per la fiera Più libri Più Liberi di Roma. Cosa ci facevamo lì, vi starete chiedendo. Non è chiaro. Abbiamo fatto le tessere per entrare gratis e siamo andati, e fine della storia. Però in effetti in questo modo qualche informazione ai nostri 36 lettori la possiamo regalare (n.b. 36 non è una citazione, lo dice wordpress). Inoltre dobbiamo onorare un impegno, abbiamo promesso a una hostess che avremmo pubblicato un pezzo su di un titolo che ha presentato davvero molto gentilmente ai nostri microfoni, e non possiamo dunque esimerci dal farlo: qui sotto trovate la trascrizione dell’intervista che la signorina ci ha concesso, davvero, come detto, gentilmente, ma soprattutto davvero.


– Stiamo facendo un articolo sulle novità che ci sono in fiera.
– Ah va bene, ti parlo io.
– Le novità più…
– Sì…
– Sì stiamo registrando, be’ la solita presentazione, che fai a tutti…
– Questo è il libro che si chiama Chissà perché lo chiama porcellino e a lui piace, è di Margherita Ardi, ma è uno pseudonimo. È un’autobiografia di una donna che durante il suo matrimonio dopo tanti anni scopre di essere stata tradita; e scopre che l’amante chiama suo marito porcellino. Però è una storia comunque sia ironica, leggera e divertente di questa donna che la vive in maniera non troppo pesante e lei scrivendo trova coraggio per rialzarsi da questa situazione. Può essere un ottimo regalo di Natale … « Leggi il seguito di questo articolo »

The Beautiful People

22 novembre 2010 § 3 commenti

the social network

Shouldn’t we struggle against Facebook? Everything in it is reduced to the size of its founder. Blue, because it turns out Zuckerberg is red-green color-blind. “Blue is the richest color for me—I can see all of blue.” Poking, because that’s what shy boys do to girls they are scared to talk to. Preoccupied with personal trivia, because Mark Zuckerberg thinks the exchange of personal trivia is what “friendship” is. A Mark Zuckerberg Production indeed! We were going to live online. It was going to be extraordinary. Yet what kind of living is this? Step back from your Facebook Wall for a moment: Doesn’t it, suddenly, look a little ridiculous? Your life in this format?

Zadie Smith, Generation Why?

Le statistiche ci dicono che se leggete questo blog il vostro livello di istruzione è medio-alto e amate i gattini, per cui quasi di sicuro vi sarà capitato di avere un’idea fissa e di ritrovare, per una miracolosa coincidenza, quella stessa idea tra le pagine del libro che avete sul comodino. Anzi, quasi sicuramente qualcuno di voi starà dicendo: “Certo, e di questa cosa ne parlava già X nel libro Y!” – le statistiche ci dicono anche che spesso tendete a fare un po’ i saputelli.
Quando una cosa del genere succede a me, mi segno la pagina in questione e penso: “Quanto è triste eccitarsi per tanto poco? Signore, mi stai punendo? Che cosa ho fatto per meritarmi questa vita?”. L’ultima volta è stata lunedì. Sono andato a rivedere The Social Network e niente, la sera, prima di mettermi a dormire, ho aperto la mia copia dei Fratelli Karamazov e a pagina trecentotrentotto [Ivan che parla ad Alëša del suo poema] ho trovato scritto esattamente tutto quello che stavo pensando del film.

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Il prestampato

20 novembre 2010 § Lascia un commento

Armin, il tuttofare filippino del centro sportivo I Platani*, è tornato ieri da Palauig, nella regione di Luzon. Il suo paese. Era raffreddato, nelle Filippine pioveva, come qui, ma la pioggia è calda in questo periodo nelle isole, dice. Lo sbalzo di temperatura lo ha fatto raffreddare. A parte questo Armin ci ha raccontato una storia curiosa. Sostiene di aver incontrato a Palauig – proprio nel suo paese – Pasquale Ruotolo (non a Manila, dove pure comunque non è che sarebbe stato “normale”), che oltre ad essere un assiduo frequentatore del circolo sportivo, è anche il portaborse di Tonino Laporta, senatore nelle fila del Pdl (ex gruppo misto). Durante il suo soggiorno Ruotolo ha chiesto ad Armin di fargli “più copie possibile” di quello che chiamava il prestampato. Armin una copia l’ha conservata, voleva farsi spiegare che c’era scritto. Noi la riproduciamo in esclusiva qui.

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Che è(,) il Burundi?

20 settembre 2010 § 1 Commento

“Sembra che stia per ricominciare la guerra civile”.
Immagino che siano molto poche le volte in cui ci si può sentir rispondere una roba del genere, in assoluta serietà.
Siamo in un ristorante sul lago a festeggiare il compleanno di qualcuno. Sono quasi le quattro e del pomeriggio e ci aspetta ancora la frittura di pesce. Gli altri invitati parlano di gente che non conosco – non li ascolto. Seduto accanto a me c’è M. Se io non so bene di cosa parlino gli altri, lui non ne ha idea. Se ne sta in silenzio a giocare con le molliche di pane sparse sulla tovaglia, finché non gli chiedo come sono andate le elezioni. Mi risponde quella roba qui sopra, sulla guerra civile, e aggiunge: “L’altra settimana un gruppo di uomini armati ha circondato degli operai che lavoravano la terra del Presidente. Li accusavano di lavorare per il Presidente. In pieno giorno, ne hanno ammazzati nove”.
M. chiama gli agricoltori “operai”. Viene dal Burundi, dove è successo quello che mi ha raccontato.
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