dedicated to Fukushima

7 aprile 2011 § Lascia un commento

«Allora, che sensazione provi?»
«Come?»
«Si dice che il killer numero uno delle strutture anziane sia lo smantellamento. Se le centrali hanno un lavoro da fare, tendono a vivere un po’ più a lungo per portarlo a termine. Ho sempre immaginato che a un guerriero succeda lo stesso con i propri nemici. Perciò ora che non dovrai più affrontare il tuo nemico sul campo di battaglia, quale delle due sensazioni provi, sollievo o rimpianto?»
«Diciamo entrambe.»
«Stronzate. Sono sicuro, certo, che le provi entrambe, ma so benissimo che una sensazione è più forte dell’altra. E la mia domanda era: quale delle due?»
«Rimpianto.»
«L’ondata è stata in gamba, bisogna dirlo. Non ho mai visto nessuno fregare Bill come lei ha fregato Bill. Bill credeva che fosse molto furba, io gli ho solo detto che era più alta di una qualunque diga…
«Eh eh eh, un milione di grazie!» « Leggi il seguito di questo articolo »

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Il fruscio dell’essenziale

13 dicembre 2010 § Lascia un commento

Un modo molto confidenziale di visitare una fiera del libro. O in altri termini la trascrizione meccanica delle osservazioni di Lucio Bondì, Giacomo Buratti e Federico di Vita al Palazzo dei Congressi dell’Eur. Dove dal 4 all’8 dicembre c’è stata Più Libri Più Liberi 2010. La registrazione è stata fatta per prendere appunti per una cosa che forse non scriverò mai, ma niente – niente – toglierà dalla testa di Lucio Bondì che il mio intento fosse quello di buttare giù un fantomatico “articolo”, e quindi come appunti-conservati-dove-non-si-dovrebbe e come “articolo” riportiamo l’esclusiva conversazione qui, in esclusiva (confidenziale) solo su la Collana della Regina.

[ps. Come siamo potuti uscire senza subire neppure un tentativo di aggressione, neppure un ceffone, è da oggi ufficialmente considerato il quarto mistero di Fatima].

FEDERICO DI VITA: Siamo qui a Plpl 2010, allora be’, partiamo. Vogliamo dire cosa ci aspettiamo da questo guazzabuglio, così, prima di visitarlo per l’ennesima volta?
LUCIO BONDI’: Be’, intanto che ci sono quattro tipi di editori, una nicchia del 5% che sono quelli che fanno dei libri normali che potrebbero interessare a qualcuno, poi un circa 50% sono editori di esoterismo, per esempio “Curarsi con le essenze di maggiorana”, oppure “Il potere segreto delle tue mani” e cose simili. Adesso poi le cercheremo e le appunteremo. Terza categoria un tizio pseudo intellettuale sui 33-35 che ti spiega che lui ha fondato una casa editrice, la casa editrice ha pubblicato il suo libro, che parla di un giovane che cerca lavoro in questa Italia e intanto si innamora e poi però si lasciano. Di questo chiaramente non gliene frega niente a nessuno. Il quarto tipo sono editori iper-specializzati che hanno una collana di 140 titoli su come far crescere le piante officinali in un ambiente chiuso. Oppure su tutte le meraviglie della costiera di fronte a Savona, 240 titoli. E cose simili. « Leggi il seguito di questo articolo »

Enigmistica contemporanea: trova le sette piccole differenze #2

25 novembre 2010 § 7 commenti

.(segnalato da Martina Montague)

L’avreste mai detto, voi?

15 novembre 2010 § 8 commenti

Ho visto una pubblicità progresso in cui due genitori litigavano per via del figlio. Tuo figlio va male a scuola diceva lei. Quando corre come il vento nelle gare di atletica è tuo figlio quando va male a scuola è il mio, diceva lui. L’inquadratura si allarga e sulla porta compare il ragazzino, nero. Una pubblicità progresso sulle adozioni. Il bambino nero correva forte ed era stupido. Un altro giorno ho parlato con mia sorella che un tre quattro anni fa lavorava in un call center dietro casa, mi diceva di poter andare quando voleva, bastava che ci fossero postazioni libere, e c’erano sempre. Diceva che un mese era riuscita a guadagnare mille euro lavorando tutto sommato poco, quattro cinque ore al giorno, cinque giorni a settimana. Mi sono domandato come mai potesse esistere il concetto stesso di disoccupazione, in Italia. Ma non è un bel lavoro, ribadiva mia sorella. Sì lo so, ma se non hai nessun lavoro fai quello ed è fatta. Come possono esserci disoccupati?, continuavo a dire. Poi mi sono recato al call center dietro casa, che era chiuso. Quindi ho cercato su internet, ora ci vogliono, a seconda dell’azienda, dall’uno ai due anni di esperienza certificata per essere assunti in un call center. È buono l’odore del napalm al mattino ma non tanto quanto imbattersi in queste manifestazioni di luminosa imprevedibile involontaria genialità.

 

Enigmistica contemporanea: trova le sette piccole differenze

3 novembre 2010 § 2 commenti

Traghetti sul Mar Jonio

31 luglio 2010 § 2 commenti

Ogni estate Ernesto Baj ricomincia co’ sta storia dei traghetti al sud – che poi un progetto, la fantomatica Autostrada del mare, a un certo punto c’era pure – solo che si sa, o meglio, non si per niente. Alla fine tocca pure dargli ragione. Insomma anche quest’anno ha insistito così tanto che se si facesse come dice lui blablabla. Per farla breve: gli ho promesso che prima di agosto questo post non potevamo proprio esimerci dal pubblicarglielo (anche se non è che sia nel nostro stile, ma insomma, eccolo qua).

[di Ernesto Baj]

COME LA COSTITUZIONE DI UNA ELEMENTARE RETE NAVALE TRA PUGLIA E CALABRIA SAREBBE IN GRADO DI RILANCIARE L’ECONOMIA DEL SUD ITALIA. Ci penso da anni, ora mi ricapita. Dovrò andare in Puglia, a Gallipoli e poi in Calabria, a Tropea. Due posti del Sud, sarà uno spostamento agevole, meglio che se fossi andato prima a Gorizia e poi a Tropea, o prima a Parma e poi a Tropea, invece che a Gallipoli, direte voi. E invece NO. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il diritto d’autore andrebbe tutelato dalla SIAE | II

21 luglio 2010 § 4 commenti

Perché resto iscritto alla SIAE e quanto ella sia interessata all’esclusiva dei miei peti.

[di Alexandre Dumasc]

Altro giro. Volendo organizzare un concerto del gruppo di cui faccio parte, negli spazi di una cooperativa agricola, ove avremmo suonato le nostre canzoni, mi reco all’ufficio locale di competenza per il pagamento della quota SIAE. A Ostia capisco che la rete di riscossione del mastodontico ente è una rete in outsourcing (o in franchising): dei privati sono demandati dallo Stato a farsi riscossori [1]. “Quanto pubblico prevedete? A quanto ammonta il biglietto d’ingresso? Quanto è grande il posto?” mi fa un tizio, sbracato su una poltrona presidenziale e con una cravatta dal nodo tecnocasa [2], “Beh, non più di 200 persone, il biglietto è gratuito, la cooperativa si estende su qualche ettaro”, “Bene, allora con tutto quello spazio, calcolando la tariffa tra 300 e 1000 persone, mi dovete ### [mi pare 600 euro] con un anticipo di…”, “Ma guardi che non ci sarà tutta quella gente e con quella cifra da aggiungere ai costi del service audio non ce la facciamo a fare il concerto, non ci sono proprio i soldi…”, “Queste sono le tariffe, se vi sta bene…”. « Leggi il seguito di questo articolo »

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