giunte le nozze dell’agnello

16 dicembre 2010 § 1 Commento

[un racconto di natale dedicato a gb, che oggi si laurea]
Dovevate vedermi, con gli avambracci legati alla sbarra orizzontale, i pioli di ferro infissi tra palmi e polsi. Sudavo sangue come un porco, perché prima di condurmi quassù mi avevano per dispetto fatto passare in mezzo a un roveto, e così avevo la fronte graffiata dalle spine, come una corona di ferite. Dovevate vedermi: il perizoma che cingeva le maniglie dell’amore, che tanto avevano contribuito alla nascita della mia leggenda (anche le donne di Gerusalemme dicevano che copulavo come un nume), mi era stato tolto per mettermi, in piena corsa, un pannolino da incontinenti, perché io, appeso sulla croce da ormai quattro ore, mi continuavo a cagare addosso, e la merda, un po’ liquida, scivolando giù dallo sfintere e dalle cosce, sgocciolava sulle teste dei legionari facendoli incazzare, facendoli vibrare impietose cartelle sulle mie rotule. Ma magari si fossero incazzati per benino. Magari mi avessero inferto una spadata o un colpo di lancia e ciao, finita. L’avrebbero fatto più tardi, a freddo, e senza esiti mortali, come potete intuire, perché invece che al cuore mi venne aperta una spaccatura superficiale tra le prima e la seconda costola. « Leggi il seguito di questo articolo »
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Il Primo Amore

20 giugno 2010 § 8 commenti

Io ieri sono andato al Suq. È la XII edizione, non c’ero mai andato prima. Il Suq è il Festival delle Culture che fanno a Genova. È una cosa da cui ogni buon elettore della sinistra democratica non può prescindere. È un accrocchio di bancarelle, il Suq, che propongono oggetti di artigianato e cucina tipica. Poi c’è il teatro la danza la musica. Il Suq, proprio bello! È una tendenza. È una moda. Il Suq è una merda con i mosconi che gli volano attorno, ma vabbe’. Quello che veramente volevo dire è che ieri, al Suq, c’era Antonio Moresco che presentava la rivista Il Primo Amore. Assieme a lui altri tre personaggi tra cui Giovanni Giovannetti, che se non ho capito male della rivista è l’editore. Tipetti accesi, costoro. Bisogna cambiare, dicevano ieri, basta lamentarsi, bisogna fare! Parlavano della deriva democratica, parlavano della situazione sociale e culturale del nostro Paese. Ora, io, prima di scrivere il mio merdoso post sono andato a vedere il sito di questa rivista chiamata Il Primo Amore.

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Fuoco fatuo, di Louis Malle

28 maggio 2010 § 3 commenti

A me quei film che sembrano una via crucis, che si snodano tra le stazioni fatidiche e i luoghi deputati in direzione di una fine nota, i film con un andamento per così dire orizzontale, o che almeno sembra orizzontale, perché in realtà poi alla fine ti accorgi di quanta verticalità, di quanta profondità, insomma i film di quel tipo sono quelli che preferisco. Arancia Meccanica, per dire, è un film così, oppure Corvo Rosso non avrai il mio scalpo. In qualche misura sono film dove si mette in scena un rito, una (sacra) rappresentazione che sai già dove ti condurrà, un po’ come accade nel teatro giapponese, dove tutto è stilizzazione. Ieri pomeriggio, in una bancarella del centro storico, ho avuto la fortuna di trovare il dvd di Fuoco Fatuo, di Louis Malle, e la sera stessa è scoppiata la pace tra il mio pianerottolo e il cinema francese. Fuoco Fatuo è tratto da un romanzo di Drieu de la Rochelle che a sua volta trasse ispirazione dal suicidio dell’amico Jacques Rigaut. Il romanzo è ambientato nei primi anni ’30 del secolo scorso, ma Malle posticipa la vicenda di una trentina d’anni (il film uscì nel ’63). Che poi non è mica giusto parlare di “vicenda”. Qui la “vicenda” non c’è. Anzi, la storia del protagonista, il trentenne Alain Leroy (interpretato da Maurice Ronet), è continuamente evocata non per allusione, bensì per elusione, per sottrazione, ed emerge per frammenti, come un relitto, come la foto sfuocata del mostro di Lochness. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il Partito dell’Odio

16 aprile 2010 § 4 commenti

Marchionne lo odio. Per la faccenda dei maglioni, è ovvio. Per l’arroganza con cui ti sbatte in faccia che lui può fare il cazzo che gli pare, anche presentarsi al Presidente della Repubblica col suo maglioncino da figlio di troia. Io odio Marchionne e odiandolo mi sento meglio. Berlusca dice che l’amore vince sempre sull’odio. Io credo che Odio batta Amore 5 a 0. L’amore che intende il Berlusca, almeno. L’amore dei sudditi per i loro sovrani. Perché quando diciamo che siamo schiavi, in generale sbagliamo. Gli schiavi odiano i loro padroni, e questo li rende pericolosi. « Leggi il seguito di questo articolo »

Intesa, spot

12 marzo 2010 § 7 commenti

Sarà Milly d'Abbraccio la prossima testimonial della campagna pubblicitaria di Intesa Sanpaolo?

Sarà Milly d'Abbraccio la prossima testimonial della campagna pubblicitaria di Intesa Sanpaolo?

C’è il padrone dell’azienda che vuole chiudere baracca e burattini, ma poi il giorno dopo arriva sul posto di lavoro e dice: rimbocchiamoci le maniche! Teniamo duro!, che lui ha cambiato idea e non vuole chiudere più per via della letterina strappalacrime di sua figlia, che sua figlia è compagna del figlio di uno degli operai, e se il padrone chiude l’operaio deve emigrare, e i figli del padrone e dell’operaio non potranno più vedersi. Così la maledetta figlia del padrone gli scrive: papà, non darmi la paghetta, con quei soldi paga gli operai, e già qui ci sarebbe da discutere sull’attuale livello dei salari dei lavoratori. « Leggi il seguito di questo articolo »

Shutter

7 marzo 2010 § 21 commenti

Da dove cominciare per parlare di Shutter Island? La prendo larga. Siccome recentemente mi hanno rimproverato perché prima di andare al cinema e scrivere le mie miserabili noterelle dovrei informarmi, così, per non rimanere deluso, ieri pomeriggio sono andato alla ricerca di recensioni che riguardassero l’ultimo film di Scorsese. Ovviamente erano tutte positive, così sono andato. Che poi sono anche un coglione, perché se vai a vedere gli ultimi film del regista italoamericano non è che siano delle gran figate. Che poi sono doppiamente coglione, perché di Scorsese ne ho visti tanti, di film, quasi tutti, ma a parte Taxi Driver e Toro Scatenato cosa c’è? Uno dice: Quei bravi ragazzi. « Leggi il seguito di questo articolo »