Er Majesty s01e04
gennaio 20th, 2011 § 11 commenti
La quarta puntata di Er Majesty e con ogni probabilità già siete stufi. Vi capiamo. Per venirvi incontro ci siamo tenuti poco oltre i venti minuti e abbiamo parlato di roba importantissima tipo la ragazza che non riusciva a prostituirsi e il decadimento delle pagine culturali dei quotidiani. In più: l’angolo dell’ebreo, Lady Gaga e la prima, attesissima puntata di Claire Survive, un radiodramma [lo sappiamo, lo sappiamo...] scritto da Ernesto Baj con la colonna sonora di Bernard Herrmann.
101 modi per non farsela dare [da 1 a 50]
gennaio 19th, 2011 § 2 commenti

1. Dichiarare a metà del secondo appuntamento: “Se continua così durerà per sempre!”.
2. Dirle che rosa e oro non è proprio l’accostamento migliore.
3. Interrompere il primo bacio esaltando la perizia di una ex nell’antica arte della fellatio.
4. Dire “ma fermati a dormire, ho otto tipi di biscotti!”
5. Stilare una lista di 101 motivi per cui dovremmo stare insieme.
6. Chiamare compulsivamente una volta che si è visto che la risposta non arriva. Dopo mezz’ora.
7. Parlare.
8. Ipotizzare che le venature rosse della tintura per capelli siano a base di mestruo.
9. Sdraiarsi sopra a una pozzanghera e farsi calpestare affinché i suoi tacchi non si infanghino.
10. Scrivere “per Elisa”.
11. Mettere subito in chiaro la propria inclinazione al deep throat.
12. Durante un aperitivo con amici dire “ehi, stasera farò di te una youporn star!”
13. Invitarla a una cena a quattro con la propria ex.
14. Sostenere che il tuo sperma ha un retrogusto originale.
15. Chiedere: “Dai allora, quand’è che mi presenti un po’ di amiche?”.
16. Regalare un calendario con segnate le date di tutti i futuri appuntamenti.
17. Prima del dessert stupirla a bruciapelo con “Oh, ma che c’hai le emorroidi?”.
18. Quando accetta di salire a casa tua dirle “mia madre ti piacerà!”.
19. Accennare al primo calice di vino che gli alcolici vi provocano reflussi gastrici.
20. Dire: “Sono un filino complicato: mi sento un po’ Dawson’s Creek un po’ Grey’s Anatomy”. « Leggi il seguito di questo articolo »
[Il racconto del mese #14]
gennaio 16th, 2011 § 4 commenti
Quante cose sapete del Messico? No, sul serio. Io quasi niente. So solo che i messicani parlano lo spagnolo, che sono i rumeni dei californiani e che hanno inventato l’influenza suina.
E’ per questo che non vedo l’ora di leggere Messico!, il nostro primo racconto del mese dell’anno (?), scritto da Daniele De Serto. Che potrebbe anche non fornire nessuna informazione rilevante sul Messico, potrebbe addirittura non esserci mai stato, in Messico, ma che ha pubblicato racconti su varie riviste e si è preso la briga di mandarcene uno pure a noi – al contrario di te, esperto del Messico dei miei stivali. Ok, il nome ufficiale del Messico è senza il punto esclamativo: adesso sta’ zitto e leggi.
All The Way To Carver
gennaio 12th, 2011 § 3 commenti
.[una historia de Marco U. Montanaro]
No, no che non le ho detto niente. Sono arrivato lì tutto impacchettato manco le cravatte che mia madre regalava per Natale a mio padre. E lei stava al pc, c’è da scommetterci che stava cercando qualche strana malattia su Wikipedia. Ecco cosa dovevo fare: metterla in guardia. Macché, ho preso il libro dal comodino e ho iniziato a leggere ad alta voce. Si può esser più stupidi? Mettersi a leggere Carver alla donna che rivuoi indietro, una donna che non dice nulla, che non pensa nulla, che s’interessa solo di malattie dal nome strampalato che si curano con farmaci che qui neppure esistono. Raymond Carver, con tutto quel carico di fallimenti, coppie che sono sempre lì a un millimetro dal baratro, e quegli alcolisti… A proposito, a questo punto dovrei proprio raccontarvi di come ci siamo conosciuti, io e lei.
Be’, non è stato molto tempo fa. Considero “molto tempo” qualcosa che è avvenuto cinquanta o sessant’anni fa, qualcosa tipo la fondazione di uno stato minuscolo e decisamente fruttuoso per i capitali di imprenditori piuttosto ambiziosi o impavidi giocatori d’azzardo. Io e lei no, siamo più o meno come la costruzione di uno di quei nuovi quartieri residenziali appena fuori città, coi capitelli dorici e le statue di gesso che richiamano l’antica Grecia. Comunque. Ci siamo entrambi rivolti all’Anonima Scrittori, per problemi molto diversi, è lì che ci siamo conosciuti. Io ci sono finito perché non riuscivo ad estendere il mio vocabolario. Mi ha consigliato un amico di andarci, lui era completamente fuso, non faceva che scrivere da mattina a sera pur non conoscendo per niente la consecutio temporum. Lei invece, ma questo l’ho scoperto dopo, aveva avuto una storia col tizio che teneva i Corsi di Redenzione all’Anonima Scrittori. Be’, e poi scriveva, anche lei. All’epoca solo poesie, dannate donne e le loro inconsistenti poesie. « Leggi il seguito di questo articolo »
Er Majesty s01e03
gennaio 6th, 2011 § 3 commenti
Regolare come un treno deragliato e corretto come Krasic (o Nedved, Moggi e tutta la Juventus) torna Er Majesty (ancora?).
Nella terza puntata Chiara Balzani ci spiega come si fa a non pubblicare con Einaudi, tutti i morti del 2009 e del 2010, le peripezie della valletta Madeleine, il Writer’s Dream e gli obiettivi per il 2011, l’ebreo alle prese con un male brutto, Marco Candida, e l’immancabile posta del cuore di Elisa.
We Want Sex, il film
gennaio 5th, 2011 § 1 commento
.[Precensione di Antonello Qualapis]
Da quanto tempo non vedete una bella scena erotica al cinema e non chiedete al vicino un fazzoletto di carta dicendo che avete il raffreddore?
We Want Sex, la commedia nera socialmente utile, il grido di dolore di un’intera generazione, grido che rimanda al Fellini di Amarcord per certe citazioni involontarie ma sorvoliamo, chi se ne frega! Film curioso che il precensore ha visto ben cinque volte (forse cercava qualcosa tra un fotogramma e l’altro!?) e sebbene abbia studiato la lingua inglese al liceo e in numerosi corsi di perfezionamento, non ha capito il significato del titolo, troppo semplice a prima vista ma misterioso se si vede il film. La storia è quella di una giovane operaia che si ribella al sistema sputando per strada e rompendo le scatole ai vecchi ubriaconi del bar sotto casa; spaventosa la scena in cui minaccia un passante puntandogli contro uno spillo. La nostra eroina scopre un giorno che il marito “batte” di notte, allora impugnata una spada laser fa strage di checche e finisce in carcere dove conosce la donna che cambierà la sua vita: una femminista infuriata con il sedere sempre arrossato. « Leggi il seguito di questo articolo »
Cioranerie 4
dicembre 31st, 2010 § 1 commento
La fine dell’anno — tempo di classifiche. Io faccio quella dei rimpianti.
Dal primo gennaio a oggi ho trascorso al cinema 4.154 minuti, per 213,50 euro. A cifre invertite, avrei ottenuto da un terapeuta lo stesso risultato: un’illusione.
Clandestina, la rassegna strampa
dicembre 27th, 2010 § 6 commenti
In questi giorni di festa e comunione cristiana divampa – ed è veramente fuori luogo, se ci è consentito dirlo – l’ennesima (ultima?) querelle letteraria dell’anno. La miccia ad innescare il crepitìo delle dissonanti reazioni è stata una recensione alla raccolta Clandestina, vero e proprio caso editoriale degli ultimi mesi (“Nessuna raccolta di racconti ha venduto 1 milione di copie negli ultimi anni, figuriamoci 3!”, ha significativamente dichiarato l’editore Fernando Quatraro). La recensione che ha suscitato più di qualche perplessità, accendendo le polemiche, è comparsa sull’autorevolissima Eco di Trani a firma Presidio Enriscelli, ne segnaliamo alcuni stralci:
[…] e l’idolo delle genti, il mitico Enrico Piscitelli, eroe dei due mondi editoriali colpisce ancora, oscurando con la precisione della sua luminosa cura i racconti stessi fa pubblicare una raccolta che brilla per la sola forza maieutica di questa magica combinazione di lettere – e n r i c o p i s c i t e l l i – che rende altissima e degna di lode ogni opera/raccolta/blog/collana/rivista/iniziativa capace di portare in dote un simile fantastico nome […] Senza contare che alcune potenziali sbavature formali appaiono come sublimate dall’aura smagliante e lucida della cura piscitelliana, cura e devozione che fanno di questo e della summa dell’opera del Grande Curatore le tessere di un puzzle imperdibile che dà la rotta e il la a tutto il millennio letterario a venire […] Piscitelli come curatore è certo “un buon diavolo” per dirla con Paolo Conte, ma anche un buon santo, aggiungiamo noi! […] facendo così di Clandestina un archetipo capace di ancorarsi saldamente – non abbiamo certo paura di affermarlo, e non ce ne voglia il buon vecchio Jung – all’inconscio collettivo di tutti noi. « Leggi il seguito di questo articolo »
