We Want Sex, il film
gennaio 5th, 2011 § 1 commento
.[Precensione di Antonello Qualapis]
Da quanto tempo non vedete una bella scena erotica al cinema e non chiedete al vicino un fazzoletto di carta dicendo che avete il raffreddore?
We Want Sex, la commedia nera socialmente utile, il grido di dolore di un’intera generazione, grido che rimanda al Fellini di Amarcord per certe citazioni involontarie ma sorvoliamo, chi se ne frega! Film curioso che il precensore ha visto ben cinque volte (forse cercava qualcosa tra un fotogramma e l’altro!?) e sebbene abbia studiato la lingua inglese al liceo e in numerosi corsi di perfezionamento, non ha capito il significato del titolo, troppo semplice a prima vista ma misterioso se si vede il film. La storia è quella di una giovane operaia che si ribella al sistema sputando per strada e rompendo le scatole ai vecchi ubriaconi del bar sotto casa; spaventosa la scena in cui minaccia un passante puntandogli contro uno spillo. La nostra eroina scopre un giorno che il marito “batte” di notte, allora impugnata una spada laser fa strage di checche e finisce in carcere dove conosce la donna che cambierà la sua vita: una femminista infuriata con il sedere sempre arrossato. « Leggi il seguito di questo articolo »
Social Network
dicembre 17th, 2010 § 3 commenti
.[E dopo mesi di dolorosa assenza ritornano le mitiche, deliranti precensioni di Antonello Qualapis]
Il precensore è tornato, nelle serate fredde di dicembre, chiede un drink al bar ed entra nelle sale cinematografiche della città per visionare le pellicole più significative, fuma, non paga il biglietto, disturba i vicini con colpi di tosse clamorosi e gode davanti a film come I due presidenti di Ric Loncraine, storia di un giornalista innamorato del presidente alla follia ma affetto da diplopia. Oppure si commuove per la commedia: Tre all’improvviso con Katherine Heigle e Josh Duhamell dove un ragazzo è preda di raptus masturbatori irrefrenabili che riesce a domare soltanto guardando le vecchie foto di sua nonna. Segnaliamo ora un film molto rilassante; Stanno tutti bene con un vivacissimo Robert De Niro reduce da Taxi driver 2 che delizia lo spettatore con espressioni del volto interessanti e recitazione sopra le righe (cosa cazzo significa poi?!). Ma la chicca di Natale è il delirante Social Network, storia di un ragazzo morto che riceve diverse richieste di amicizia da ragazze del social network convinte di comunicare con una persona viva. « Leggi il seguito di questo articolo »
Traghetti sul Mar Jonio
luglio 31st, 2010 § 1 commento
Ogni estate Ernesto Baj ricomincia co’ sta storia dei traghetti al sud – che poi un progetto, la fantomatica Autostrada del mare, a un certo punto c’era pure – solo che si sa, o meglio, non si per niente. Alla fine tocca pure dargli ragione. Insomma anche quest’anno ha insistito così tanto che se si facesse come dice lui blablabla. Per farla breve: gli ho promesso che prima di agosto questo post non potevamo proprio esimerci dal pubblicarglielo (anche se non è che sia nel nostro stile, ma insomma, eccolo qua).
[di Ernesto Baj]
COME LA COSTITUZIONE DI UNA ELEMENTARE RETE NAVALE TRA PUGLIA E CALABRIA SAREBBE IN GRADO DI RILANCIARE L’ECONOMIA DEL SUD ITALIA. Ci penso da anni, ora mi ricapita. Dovrò andare in Puglia, a Gallipoli e poi in Calabria, a Tropea. Due posti del Sud, sarà uno spostamento agevole, meglio che se fossi andato prima a Gorizia e poi a Tropea, o prima a Parma e poi a Tropea, invece che a Gallipoli, direte voi. E invece NO. « Leggi il seguito di questo articolo »
Il diritto d’autore andrebbe tutelato dalla SIAE | II
luglio 21st, 2010 § 4 commenti
Perché resto iscritto alla SIAE e quanto ella sia interessata all’esclusiva dei miei peti.Appunti (2) – [qui le precedenti osservazioni]
[di Alexandre Dumasc]
Altro giro. Volendo organizzare un concerto del gruppo di cui faccio parte, negli spazi di una cooperativa agricola, ove avremmo suonato le nostre canzoni, mi reco all’ufficio locale di competenza per il pagamento della quota SIAE. A Ostia capisco che la rete di riscossione del mastodontico ente è una rete in outsourcing (o in franchising): dei privati sono demandati dallo Stato a farsi riscossori [1]. “Quanto pubblico prevedete? A quanto ammonta il biglietto d’ingresso? Quanto è grande il posto?” mi fa un tizio, sbracato su una poltrona presidenziale e con una cravatta dal nodo tecnocasa [2], “Beh, non più di 200 persone, il biglietto è gratuito, la cooperativa si estende su qualche ettaro”, “Bene, allora con tutto quello spazio, calcolando la tariffa tra 300 e 1000 persone, mi dovete ### [mi pare 600 euro] con un anticipo di…”, “Ma guardi che non ci sarà tutta quella gente e con quella cifra da aggiungere ai costi del service audio non ce la facciamo a fare il concerto, non ci sono proprio i soldi…”, “Queste sono le tariffe, se vi sta bene…”. « Leggi il seguito di questo articolo »
I Giovani Democratici la raccolta differenziata la fanno dentro [1]
luglio 10th, 2010 § 4 commenti
ROMA. Ieri sera, avendo nient’altro di meglio da fare, mi sono recato, in compagnia, alla cittadina Festa Democratica dell’Unità di Caracalla. Ci sono andato perché un mio amico m’aveva detto che ivi sarebbe andato per vedere del teatro. Il teatro di cui esagerava il mio amico era un comico cabarettista, volto televisivo.Michael Jackson, tragedia di un satiro danzante
giugno 29th, 2010 § 1 commento
A poco più di un anno dalla morte di Micheal Jackson riproponiamo un epitaffio desaparecido in circostanze misteriose
[di Ernesto Baj]
Abbiamo assistito al passaggio di una creatura mitica, per caso o per errore manifestatasi nel nostro tempo, nel nostro universo di simboli anziché nel suo, nel quale avrebbe goduto di un’esistenza infinita ma meno vistosa. Michael Jackson è stato un satiro strappato al delirio dei baccanali degli antichi boschi della penisola ellenica. Creatura padrona del canto invasato e ispirato dall’ebbrezza divina Michael, nel suo passaggio nell’epoca dell’immagine, ha naturalmente – come avrebbe potuto fare altrimenti? – guidato orde di cantanti e ballerini, cambiando la storia del canto e della danza (più innovativo di Nureyev, è stato detto). Il satiro mostra i suoi tratti sin dall’apice massimo del suo successo, lo sguardo caprino nel video di Thriller rivela al mondo la sua divina diversità. « Leggi il seguito di questo articolo »
Come Grangola conobbe lo spirito meraviglioso di Gargantua con l’invenzione di un puliscicùlo
giugno 28th, 2010 § 3 commenti
Dal XIII capitolo del Gargantua e Pantagruel, di Rabelais
[traduzione e adattamento di messor Mascolini]
Sul finire del quinto anno d’età, Grangola, ritornando dalla disfatta dei Canariani, visitò suo figlio Gargantua. Ne fu lieto come poteva esserlo un tal padre vedendo un tal figlio, e, baciandolo e abbracciandolo, lo interrogava in diversi modi con domandine infantili. E bevuto di getto con lui e le sue governanti, a queste con gran cura chiese, in tutti i casi, se l’avessero tenuto netto e lindo. A ciò Gargantua diede risposta che si era dato da sé un tale ordine che in tutto il paese non v’era ragazzo più pulito di lui.In Treatment
giugno 10th, 2010 § 5 commenti
“I really think I’d be a shitty writer. I’d want to give everybody a happy ending.”
[di Tommaso Tocci]
In Treatment nasce sulla HBO nel 2008, in un momento molto delicato per il network: i capolavori che l’avevano fatto volteggiare su un decennio di eccellenza, quasi senza sforzo, erano tutti finiti. Cominciavano gli anni di mezzo, delle occasioni perdute e della concorrenza che nasce, cresce e ti supera avendo imparato la tua stessa lezione. « Leggi il seguito di questo articolo »


